Premi di Produzione: Come Detassarli

I premi di produzione sono un ottimo incentivo per l’incremento della produttività, sempre più aziende hanno cominciato ad utilizzarli per premiare i successi ottenuti e incitare i dipendenti a continuare così.

Purtroppo i premi produzione in denaro presentano un rovescio della medaglia piuttosto considerevole: una tassazione che arriva quasi al 50%. 

 

Premi di Produzione: il Metodo per Detassarli

La nuova disposizione prevede che i premi di risultato (articolo 1 comma 182) erogati fino all’importo di euro 2.000 (o 2.500 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori) siano assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 10%, se legati ad incrementi di produttività e redditività.

Dalla tassazione delle buste paga non si scappa. Quindi, cerchiamo un modo di incentivare la produttività dei dipendenti che non sia un premio in denaro. 

È la ragione per cui sempre più aziende hanno introdotto forme di welfare aziendale.

Vantaggi Fiscali del Welfare

Il primo passo è stato fatto dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità 2016, che ha previsto la detassazione di viaggi ricreativi, check up medici, visite specialistiche, rette per corsi sportivi, abbonamenti a riviste e quotidiani, biglietti per spettacoli.

La detassazione ha spinto le aziende a creare sistemi su misura per i propri dipendenti, anche con metodi incentivanti: per esempio finalizzandoli al raggiungimento di obiettivi.

Le misure di Welfare  sono completamente esenti da imposizione.

Inoltre gli incentivi sulla tassazione dei redditi da lavoro sono potenziati da ulteriori incentivi per l’impresa.

Vantaggi Produttivi del Welfare

Il numero di aziende che introducono forme di Welfare in Italia è in crescita costante, soprattutto grazie all’effetto della leva fiscale. Questo perché sempre più imprenditori hanno constatato che un team soddisfatto e sereno lavora più serenamente al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

“Se non ci sono problemi a casa, legati per esempio alla preoccupazione delle spese sanitarie o alle spese per la formazione dei figli, i dipendenti sono più motivati e concentrati e questo ci ha permesso il raggiungimento degli obiettivi prefissati per tre anni di fila”

racconta Lorenzo, 43 anni, CEO di un’azienda con 15 dipendenti.