Mobbing, Cosa Fare e come Avere un Risarcimento

Insulti, angherie, aggressioni verbali. Il mobbing è una vera e propria forma di abuso che colpisce soprattutto le donne. Il mobbing è un fenomeno in crescita: per interrompere la catena di violenza psicologica e abuso contro di te, una tua collega o conoscente è importante tu riconosca questi segnali. 

 

Cos’è il Mobbing

Il mobbing è un comportamento violento che una persona riserva a un’altra nel preciso intento di emarginarla e metterla nella condizione di sentirsi sola e a disagio. Questo può avvenire tanto nell’ambiente familiare che sociale, ma spesso con il termine mobbing si fa riferimento a un clima di terrore psicologico e ad atteggiamenti vessatori sul posto di lavoro. Una violenza psicologica perpetuata e che aumenta di intensità fino a ripercuotersi sullo stato psico-fisico della vittima.

Il Mobbing sul Posto di Lavoro

Nella realtà lavorativa se ne possono distinguere diverse forme in base alla gerarchia delle persone coinvolte e al ruolo di ciascuna di esse:

  1. Mobbing verticale, esercitato da una persona con una posizione gerarchia superiore rispetto alla vittima. Questa tipologia di violenza “dall’alto verso il basso” è definita anche bossing, proprio perché il carnefice è il titolare, il capo o comunque un vertice aziendale.
  2. Mobbing dal basso, quando un gruppo di persone mette in atto aggressioni verbali o fisiche verso un superiore.
  3. Mobbing orizzontale, messo in atto tra “pari”, quando cioè una o più persone aggrediscono, umiliano e isolano una loro collega.

A fare le spese di questi atteggiamenti sono spesso le lavoratrici donne e si conta che almeno 500mila di loro, nel 2015, abbiano subito pressioni psicologiche legate alla maternità. Più in generale, in Italia, il numero delle vittime di mobbing si aggira attorno a 1 milione e mezzo.

Come si Manifesta il Mobbing?

In un primo tempo le critiche e i rimproveri sono apparentemente velati e sembrano legarsi a cambiamenti nell’ordine lavorativo, per le donne soprattutto nel periodo della maternità (prima, durante e dopo).

L’atteggiamento può diventare molto aggressivo, sfociando in offese personali, atti intimidatori, maltrattamenti, minacce per far sentire la vittima in colpa, inadeguata e completamente emarginata.

Oltre al demansionamento e al trasferimento di sede, sono strumenti di mobbing anche un carico di lavoro eccessivo, le discriminazioni sessuali, religiose e di lingua. Le conseguenze psico-fisiche per chi subisce questo tipo di maltrattamento si traducono in depressione, attacchi di panico, tremori, debolezza, disturbi gastrointestinali, abbassamento delle difese immunitarie e molto altro. A incidere pesantemente sulla salute anche il danno finanziario, conseguente alla perdita del lavoro o alla dequalifica, e il danno sul piano sociale.

Alcune donne, in questa situazione, invece di reagire si licenziano, non potendo più accettare di essere trattate in questo modo.  Oggi, grazie alla tutela legale gratuita, sempre più mamme e donne riescono a reagire e vincere non solo risarcimenti, ma soprattutto la garanzia di una vita professionale serena.

Come Reagire

Comincia prendendo nota dei comportamenti violenti, scrivi, registra, fotografa, e soprattutto denuncia. Poi chiedi un risarcimento: lo devi a te stessa. Ricordati che non sei sola e rivolgiti a esperti in grado di aiutarti a uscire da una situazione che compromette la tua serenità e la tua vita.