Come calcolare l’ammontare della pensione minima

La pensione minima o integrazione al trattamento minimo è stato introdotta dalla legge 638/1983, che stabilisce il diritto a ricevere una pensione sufficiente a vivere in maniera dignitosa. Per conoscere l’ammontare della pensione minima è fondamentale considerare non solo i contributi versati ma anche il reddito.

 

Cos’è la pensione minima

La pensione minima è una somma mensile che viene riconosciuta dall’ente di previdenza al lavoratore che smette di lavorare, ma che in base ai contributi versati non raggiunge un livello minimo indicato dalla legge e viene integrata con un contributo utile per consentirgli di vivere decorosamente. L’ammontare della pensione minima viene calcolato tenendo conto del reddito e se il pensionato è single o coniugato.

Modalità di calcolo della pensione minima

Il calcolo della pensione si basa sul metodo contributivo, che prende in considerazione i contributi versati dal lavoratore durante il periodo in cui ha svolto l’attività professionale. Qualora la somma mensile determinata è sotto un certo importo indicato ogni anno dalla legge, il pensionato ha diritto all’integrazione, il cui importo viene stabilito facendo riferimento al reddito assoggettabile all’Irpef. Quest’ultimo è dato dai redditi del pensionato se è singolo e del coniuge se sposato. Naturalmente non rientrano in tali parametri eventuali pensioni di invalidità, il trattamento di fine rapporto, gli immobili di proprietà, la rendita della prima casa, trattamenti sociali o somme arretrate soggette al regime della tassazione separata. Stabilito il valore dei redditi, l’ammontare della pensione minima cambia a seconda se il soggetto è singolo o sposato. In ogni caso la somma massima dell’integrazione per il 2018 è di 501,89 euro mensili (che raddoppia con la tredicesima mensilità erogata a dicembre). L’importo dell’integrazione e i valori reddituali di riferimento vengono ogni anno modificati per adeguarli al costo della vita.

Pensionato singolo

L’ammontare della pensione minima per i soggetti single è pari all’intero valore dell’integrazione se dispone di un reddito inferiore 6.524,57 euro; mentre è parziale per i redditi compresi tra 6.524,57 e 13.049,14 euro. Per questi ultimi la pensione verrà calcolata per differenza tra il reddito annuale e l’importo massimo di 13.049,14€. Superata quest’ultima cifra non si ha diritto a nessun contributo.

Pensionato coniugato

L’ammontare della pensione minima per i pensionati sposati dipende dal reddito personale e da quello del coniuge. Infatti, entrambi non devono superare i limiti reddituali indicati dalla legge. Il diritto all’integrazione è totale e quindi pari a 501,89 euro mensili, per chi ha un reddito annuale personale inferiore a 6.524,57 euro e quello coniugale non supera i 19.573,71 euro. Mentre è parziale per coloro che hanno un reddito individuale compreso tra 6.524,57 e 13.049,14 euro e quello di coppia si attesta tra 19.573,71 euro e 26.098,28 euro. Entrambi i valori reddituali devono essere confrontati con i massimi stabili dalla legge per avere l’importo effettivo della pensione.

Quattordicesima mensilità

I titolari di pensione minima hanno la possibilità di ricevere un importo aggiuntivo, previsto dalla legge una volta all’anno, indicato come quattordicesima mensilità. Quest’ultima spetta ai pensionati con età superiore ai 64 anni e con un reddito annuo che non supera una volta e mezza l’importo del trattamento minimo. A coloro che rispettano tali requisiti, viene erogato a luglio un importo compreso tra i 336 ed i 504 euro in relazione ai contributi versati.