Separazione Conviventi con Figli, Avvocato Gratis

Giorgia e Andrea hanno 37 anni, si sono conosciuti da qualche mese quando decidono di provare ad avere un bambino. L’età li ha convinti ad accelerare i passi della loro storia ma ben presto si rendono conto che non può funzionare. Decidono di resistere fino alla nascita della loro piccola, ma poi, ognuno andrà per la propria strada. Essendoci in “ballo” i diritti di una minore, in questo caso una neonata, di avere una mamma e un papà, le cose si complicano. 

 

Come Gestire un Minore se si è Conviventi?

La separazione conviventi con figli, in presenza di un minore, richiede gli stessi passaggi di una separazione tra persone sposate. Giudice, avvocati, accordi bilaterali, udienze e spese legali sono necessari.

Rinunciare ad avere l’assistenza di un avvocato significa anche lasciarsi travolgere dalle decisioni di altri, dal momento che davanti al giudice ci si deve comportare in un certo modo, argomentare le proprie ragioni attraverso un linguaggio specifico che gli avvocati padroneggiano. Parlare liberamente, davanti al giudice senza conoscere i termini di legge, potrebbe anche rivelarsi controproducente.

Come Avere un Legale Senza Triare Fuori un Euro

Il problema di molti è la parcella dell’avvocato, che in caso di mancato accordo con l’ex compagno lievita, perché si rendono necessaria altri incontri, incartamenti e più udienze. È realistico pensare che le recriminazioni si aggravano quando ci sono i bambini. 

Proprio come successo a Giorgia. Nonostante un accordo standard che in sostanza prevedeva l’esercizio della paternità a giorni alterni, Andrea non voleva essere limitato nel tempo di visita. Giorgia invece voleva che le regole fossero chiare per tutti, in modo da evitare future contestazioni o liti davanti alla bambina. 

Due punti di vista inconciliabili sui quali ha dovuto pronunciarsi il giudice, trovando alla fine un accordo intermedio e fissando i giorni e gli orari dedicati al papà. Udienze e tentativi di accordo hanno richiesto settimane e settimane, mentre in casa la tensione era alle stelle, soprattutto visto il momento delicato della nascita della bambina. Giorgia ha dovuto affrontare i primi giorni a casa da sola, i primi mesi senza sonno e senza l’aiuto, durante la notte, di un compagno. Il nervosismo cresceva sempre di più e al momento di andare dal giudice era alle stelle. 

Grazie a una scelta previdente ha potuto risparmiare, se non le forze fisiche, quelle economiche. Da quando era andata a vivere da sola aveva dovuto affrontare questioni legali anche serie, con una coppia di vicini per la proprietà di una cantina nel complesso residenziale. Il contrasto con i vicini di casa, finito dal giudice del tribunale civile, le aveva dato non pochi problemi dovendo affrontare le spese per l’avvocato.

Dopo quell’episodio, Giorgia ha scoperto la Tutela Donna, un programma che offre la tutela legale alle donne in modo gratuito, pagando solo il premio. 

Quando ha dovuto affrontare il problema della separazione dal compagno subito dopo la nascita della piccola, ha potuto farlo senza intaccare la sua liquidità e con la massima tranquillità almeno dal punto di vista pratico.

“Senza la Tutela Donna e con la bimba piccola, non avrei mai potuto permettermi un avvocato e avrei dovuto piegarmi a un accordo al ribasso. L’avvocato è stato fondamentale”.

Grazie alla polizza Donna, Giorgia ha trovato un equilibrio e anche i rapporti con l’ex compagno sono tornati a toni più collaborativi per il bene della piccolina.